
Ti manca forse qualche dente, che magari hai perso molti anni fa, per una carie o per un trauma?
Forse il dente che ti manca non fa parte della linea del sorriso, e dunque non ti sei mai troppo preoccupato di rimpiazzarlo.
Eppure, l’edentulia, cioè la mancanza di uno o più elementi dentali, non è solo un problema estetico, ma può scatenare una lunga serie di problemi funzionali, ad esempio masticatori, fonatori oppure anche posturali e muscolari.
La malocclusione dentale è uno dei problemi principali del cavo orale, che spesso genera, a sua volta, importanti complicazioni a tutto il corpo.
Leggi questa pagina per scoprire che cos’è la malocclusione e perché si può manifestare con la perdita di uno o più elementi dentali naturali.
Quando la perdita dei denti compromette l'equilibrio della bocca?

La perdita di uno o più denti naturali, una condizione medica conosciuta come edentulia, rappresenta una delle cause principali di malocclusione dentale nell'età adulta.
Difatti, quando gli elementi dentali permanenti vengono persi, gli elementi adiacenti possono spostarsi verso lo spazio libero, e gli antagonisti possono estrudersi modificando i punti occlusali dei due palati e generando dunque una malocclusione.

Questo fenomeno non si limita a creare un semplice problema estetico, ma innesca una serie di reazioni a catena che compromettono l'intero equilibrio del sistema masticatorio e, a volte, comportano anche problemi alla postura e relativi dolori muscolari.
L'edentulia può manifestarsi in diverse forme:
- Si parla di monoedentulia quando manca un solo dente;
- Si parla di edentulia parziale per la perdita di più elementi dentali;
- Si parla di edentulia totale quando si verifica la mancanza completa di tutti i denti
L'equilibrio della bocca, comprese le occlusioni dei palati, non è un mero problema estetico: è funzionale, poiché la perdita anche di un singolo elemento dentale determina modificazioni strutturali e funzionali che si ripercuotono sull'intera architettura orale.
Come si sviluppa la malocclusione dopo la perdita dentale?

Il processo di formazione della malocclusione conseguente alla perdita dentale segue meccanismi biologici precisi e prevedibili.
La perdita di un dente altera l'equilibrio originario all'interno della bocca e, proprio per questo motivo, i denti limitrofi tendono a spostarsi verso la mediale della bocca per tentare di compensare il vuoto che si è creato: questo perché gli elementi dentali tendenzialmente sono portati a cercare il contatto tra di loro.

il numero di elementi dentali di un umano adulto è fisso ed invariabile: 32, in condizioni di normalità
Parallelamente allo spostamento orizzontale dei denti vicini, può verificarsi anche un fenomeno altrettanto significativo: l'estrusione (cioè l'allungamento) dei denti antagonisti.
Questi movimenti dentali, inizialmente compensatori, finiscono per creare nuovi punti di contatto anomali tra le arcate dentarie, determinando una malocclusione progressivamente più severa.
Il riassorbimento osseo rappresenta un ulteriore fattore critico nel processo di alterazione dell'occlusione.
L'osso della mandibola si mantiene in salute anche e soprattutto attraverso la stimolazione che avviene durante la masticazione: nel momento in cui un dente viene meno, l'osso diventa sempre più sottile e si verifica una vera e propria perdita di massa ossea.
Questa perdita di supporto osseo modifica la posizione relativa dei denti rimasti, contribuendo ulteriormente al deterioramento dell'occlusione dentale.
Quali sintomi caratterizzano la malocclusione da perdita dentale?
La malocclusione derivante dalla perdita dentale si manifesta attraverso una sintomatologia complessa che coinvolge diversi aspetti della funzionalità orale e generale, e che ha impatto importante anche sulla psicologia del paziente.
La perdita dei denti mina sensibilmente la funzione masticatoria, e questo può creare diversi problemi al nostro organismo anche in fase di digestione, in quanto il cibo non correttamente masticato non consente allo stomaco di svolgere al meglio le sue funzioni.
La compromissione della masticazione rappresenta dunque il sintomo più immediato e facilmente percettibile dal paziente, ma le alterazioni dell'occlusione si traducono frequentemente anche in disturbi dell'articolazione temporo-mandibolare.
Ad essere colpita in modo particolare dalle gravi conseguenze che si verificano a causa delle malocclusioni è l'articolazione temporo-mandibolare (ATM), che è l'articolazione che svolge la funzione di unire il cranio alla mandibola.
Questi disturbi dell'ATM possono manifestarsi con dolore durante l'apertura e chiusura della bocca, rumori articolari e limitazione dei movimenti mandibolari.
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda le ripercussioni sulla postura e sui distretti corporei apparentemente distanti dalla bocca, poiché un'occlusione dentale errata può condizionare anche l'assetto posturale.
Una malocclusione può generare tensioni muscolari che si propagano dal distretto orale verso il collo, le spalle e la colonna vertebrale, determinando cefalee, cervicalgie e anche lombalgie.
Perché si verifica la perdita dei denti?

carie dentale
La comprensione delle cause dell'edentulia è fondamentale per la prevenzione della malocclusione secondaria.
Le carie gravi, trascurate nel tempo, rappresentano, in ogni caso, una delle cause principali dell'edentulia.

una tasca parodontale
Anche se le cure odontoiatriche moderne sono molto avanzate, e l'avvento dell'Endodonzia ha permesso di salvare anche elementi dentali spesso molto danneggiati, in alcune circostanze un dente compromesso dalla carie può essere ancora estratto, poiché ormai non più recuperabile.
Oltre alla carie, la perdita dei denti può essere dovuta ad altre patologie batteriche infettive, come ad esempio la malattia parodontale.
La parodontite, in particolare, rappresenta una delle cause più frequenti di perdita dentale negli adulti.
La parodontite, chiamata anche piorrea, è una grave malattia del parodonto (gengive e osso) che, se non trattata per tempo, può portare alla perdita di tutti i denti.
La malattia parodontale progredisce silenziosamente per anni, distruggendo gradualmente i tessuti di supporto dei denti, cioè osso alveolare, legamento parodonale, cemento radicolare e gengive.
Traumi accidentali, interventi chirurgici non riusciti e alcune condizioni sistemiche rappresentano poi ulteriori fattori causali dell'edentulia.
Forti traumi diretti possono portare a fratture che fanno "morire il dente" lentamente nel tempo, causando una necrosi della polpa, oppure possono anche portare alla perdita istantanea dello stesso.
Come si manifesta clinicamente il problema della malocclusione da edentulia?
La malocclusione da perdita dentale presenta caratteristiche cliniche specifiche che la distinguono da altre forme di malocclusione, ad esempio quella congenita non trattata opportunamente con l'Ortodonzia.
La chiusura delle due arcate dentali (superiore e inferiore) dovuta allo spostamento dei denti può provocare fastidi non indifferenti, con conseguenti problemi sia di fonazione sia di masticazione.
I pazienti riferiscono frequentemente difficoltà nel pronunciare correttamente certi fonemi, particolarmente evidenti quando la perdita riguarda i denti frontali, quelli più usati per parlare.
L'alterazione dell'estetica facciale rappresenta un segno clinico caratteristico delle edentulie multiple: i tessuti delle guance e delle labbra, non più sostenuti dai denti, tendono a perdere tono e ad assumere una conformazione concava in grado di accentuare le rughe, determinando un aspetto maggiormente senile, che acuisce ancora di più il disagio psicologico del paziente.
Anche la normale igiene dentale quotidiana domiciliare può essere influenzata dalla malocclusione, poiché la formazione di accumuli di placca batterica e tartaro in zone precedentemente accessibili alla pulizia rappresenta una complicanza frequente.
Lo spostamento dei denti e il ritiro dell'osso causato dall'edentulia sono le principali cause degli eccessivi accumuli di placca e tartaro in posti che prima erano più semplici da pulire.
Questa situazione predispone allo sviluppo di carie e malattia parodontale negli elementi dentali residui.
Quali conseguenze comporta a lungo termine la malocclusione non curata?
Le implicazioni a lungo termine della malocclusione da edentulia si estendono ben oltre la sfera orale, coinvolgendo l'intero organismo.
Il disagio psicologico che può derivare dalla perdita dei denti, legato proprio dal disagio di mostrarsi senza denti, di trattenere il sorriso, di non riuscire più a masticare bene, e questo impatto psicosociale della condizione influenza significativamente la qualità di vita del paziente.
Dal punto di vista neurologico, ricerche recenti suggeriscono connessioni importanti tra funzione masticatoria e attività cerebrale, poiché la stimolazione neurologica derivante dalla masticazione efficace contribuisce al mantenimento delle funzioni cognitive.
Le alterazioni posturali rappresentano conseguenze spesso sottostimate ma clinicamente rilevanti: quando l'occlusione dentale è squilibrata, si crea una tensione muscolare che incide su collo, testa e spalle.
Ciò avviene perché c'è una tensione costante sui muscoli delle tre zone del corpo che non si rilassano mai.
Queste tensioni croniche possono evolvere in patologie del rachide cervicale e dorsale.
Come affrontare efficacemente il problema della malocclusione da edentulia?

L'approccio terapeutico alla malocclusione da perdita dentale richiede una strategia riabilitativa globale che consideri tutti gli aspetti funzionali, estetici e biologici compromessi.
L'Implantologia è la soluzione più affidabile in Odontoiatria se si desidera sostituire i denti perduti con protesi dentali fisse, e rappresenta attualmente il gold standard per la sostituzione degli elementi dentali perduti.

Il tempo dell'intervento riabilitativo risulta cruciale per il successo terapeutico, poiché va considerato che è estremamente lungo (e costoso), specie in una bocca adulta e già formata definitivamente, correggere la malocclusione manifestatasi dopo la perdita di uno o più elementi dentali.
Ecco perché rimpiazzare quanto prima i denti naturali perduti è sempre la scelta giusta e consigliata: l'intervento precoce previene le complicanze secondarie e semplifica notevolmente la riabilitazione.
Le moderne tecniche implantologiche consentono riabilitazioni immediate in molti casi clinici, e le moderne tecniche chirurgiche sono ormai micro invasive, con incisioni e traumi per i tessuti minimi.
Perché gli impianti dentali sono fondamentali per il ripristino occlusale?

Gli impianti dentali rappresentano la soluzione terapeutica moderna in grado di ripristinare completamente l'equilibrio occlusale compromesso dalla perdita dei denti naturali.
A differenza delle protesi mobili tradizionali, gli impianti dentali sono minuscole viti in titanio medicale biocompatibile, capaci di una formidabile capacità di integrazione con l'osso, mediante un processo chiamato 'osteointegrazione'.

Con l'osteointegrazione, gli impianti svolgono in tutto e per tutto le funzioni normalmente svolte dalla radice del dente naturale: questa caratteristica fondamentale consente di ricreare i corretti rapporti occlusali tra le arcate dentarie.
Nel caso di impianto singolo, i denti sani non vengono in alcun modo coinvolti nel processo riabilitativo, cosa che invece accade nel caso di ponti su denti naturali che, prima delle soluzioni implantari, erano la soluzione obbligata per ottenere protesi stabili fisse, evitando di ricorrere alle protesi scheletrate mobili.
Questo approccio conservativo preserva l'integrità degli elementi dentali residui e mantiene la stabilità dell'intera arcata dentaria.
Gli impianti dentali consentono dunque di risolvere problemi causati dalla mancanza sia di un singolo dente che di un'intera arcata, offrendo soluzioni personalizzate per ogni situazione clinica.
Come gli impianti dentali prevengono il peggioramento della malocclusione?

Il posizionamento tempestivo di impianti dentali interrompe la cascata di eventi nefasti che porta al deterioramento progressivo dell'occlusione, nonché, tra i tanti, anche il riassorbimento dell'osso alveolare.
Sostituendo immediatamente la radice perduta, l'impianto mantiene la stimolazione ossea necessaria per preservare il volume e la densità dell'osso alveolare, scongiurandone quindi un suo riassorbimento.
Questa preservazione del supporto osseo impedisce le modificazioni anatomiche che caratterizzano l'edentulia non trattata: gli impianti fungono da 'stabilizzatori occlusali' impedendo lo spostamento dei denti adiacenti e l'estrusione degli elementi dentali antagonisti.
Il ripristino dei corretti punti di contatto tra le arcate dentarie attraverso la protesi su impianto ristabilisce l'armonia funzionale del sistema masticatorio, e ciò è di fondamentale importanza anche per la corretta digestione che, come è noto, comincia proprio dalla masticazione del cibo, che l'azione dei molari e della saliva fa divenire bolo.
La distribuzione equilibrata delle forze masticatorie su tutti gli elementi dentali, naturali e implantari, previene sovraccarichi funzionali dannosi, e tritura con efficacia il cibo che, correttamente tramutato in bolo, sarà meglio sminuzzato dallo stomaco ed assobito poi dall'intestino.
La redistribuzione corretta delle forze masticatorie protegge i denti residui da usura prematura e mobilità secondaria, e per questi motivi il pronto intervento riabilitativo è ormai il suggerimento clinico che trova il conforto della comunità scientifica internazionale: difatti, riposizionare subito uno o più elementi dentali perduti con degli impianti dentali è considerato il gold standard della corretta riabilitazione dentale.
Quali vantaggi offrono gli impianti dentali rispetto alle protesi tradizionali?
Le protesi su impianti offrono stabilità e ritenzione superiori rispetto alle soluzioni protesiche convenzionali, e questo si configura come un elemento cruciale per il mantenimento dell'occlusione corretta, con benefici che si estendono anche ben oltre il cavo orale, e che arrivano anche a determinare benessere concreto della zona del collo, della schiena e lombare.
Le protesi mobili tradizionali, pur rappresentando una soluzione funzionale ed economica, presentano limitazioni significative nella stabilizzazione dell'occlusione, per la loro natura intrinseca di essere, per l'appunto, rimuovibili.
I movimenti e le instabilità delle dentiere durante la masticazione, anche se minimali, possono aggravare i problemi occlusali preesistenti, scatenando dei possibili problemi muscolari che, alla lunga, potrebbero degenerare in cervicalgie e lombo-sciatalgie.
Gli impianti dentali eliminano completamente questi problemi di stabilità delle dentiere, garantendo una masticazione efficace e un'occlusione stabile nel tempo, e la possibilità di programmare carichi immediati consente in molti casi di ripristinare immediatamente la funzione masticatoria e l'estetica del sorriso.
Questa tempistica accelerata riduce il periodo di compromissione funzionale e previene gli adattamenti occlusali scorretti, oltre che rilassare il paziente anche da un punto di vista psicologico (particolare non meno importante della funzionalità, che spesso viene erratamente sottostimato).
Come viene pianificata la riabilitazione implantare?
La pianificazione della riabilitazione implantare richiede un'analisi accurata dell'occlusione residua e degli spazi protesici disponibili.
L'utilizzo di tecnologie diagnostiche avanzate come la TAC Cone-Beam permette una valutazione tridimensionale precisa delle strutture anatomiche.
La simulazione computerizzata dell'intervento consente di posizionare gli impianti nella posizione ottimale per il ripristino dell'occlusione ideale.
La collaborazione tra Chirurgo orale, Protesista e Odontotecnico garantisce risultati predicibili e duraturi nel tempo, ed è dunque una sinergia necessaria per ottenere i risultati ottimali per il paziente.
L'analisi occlusale pre-operatoria identifica i rapporti intermascellari da ripristinare e guida la progettazione protesica.
La realizzazione di protesi provvisorie immediate consente di mantenere la dimensione verticale corretta durante il periodo di guarigione.
Questo approccio multidisciplinare assicura non solo il successo implantare ma anche il ripristino di un'occlusione funzionale ed equilibrata.
Quali tipologie di impianti dentali esistono per la correzione occlusale?
chirurgia a cielo aperto
La moderna Implantologia offre diverse tipologie di impianti dentali, ciascuna progettata per rispondere a specifiche esigenze cliniche e anatomiche nella correzione della malocclusione da perdita dentale:
- Gli impianti endossei, che rappresentano la categoria più diffusa e clinicamente validata, caratterizzati da una forma cilindrica o conica che viene inserita direttamente nell'osso alveolare.
Questi dispositivi, realizzati in titanio di grado medicale, presentano superfici trattate con tecnologie avanzate che favoriscono l'osteointegrazione e garantiscono una stabilità primaria ottimale; - Gli impianti corti, con lunghezza inferiore agli 8 millimetri, che rappresentano una soluzione innovativa per i casi con limitato volume osseo residuo, particolarmente frequenti nelle edentulie di lunga durata.
Gli impianti a diametro ridotto, con dimensioni comprese tra 2,5 e 3,25 millimetri, trovano applicazione specifica negli spazi interdentali limitati o nelle aree anteriori dove l'estetica riveste particolare importanza; - Gli impianti pterigoidei, che rappresentano una soluzione avanzata per la riabilitazione dell'arcata superiore in presenza di severa atrofia mascellare.
- Gli impianti zigomatici, che costituiscono un'ulteriore opzione per i casi di atrofia mascellare severa, utilizzando l'osso zigomatico come sito di ancoraggio.
Questi impianti extra-lunghi, con lunghezze che possono superare i 40 millimetri, attraversano il seno mascellare e si ancorano alla robusta struttura dello zigomo
Come sempre non esiste una tipologia d'impianti migliore di un'altra: è sempre il Medico Odontoiatra che, valutata la condizione clinica del paziente, provvede poi a stabilire la giusta terapia riabilitativa, anche aiutandosi con la diagnostica per immagini computerizzata.
Come vengono classificati gli impianti dentali in base al protocollo di carico?
La classificazione degli impianti in base ai tempi di carico riveste un'importanza fondamentale nella pianificazione della correzione occlusale e nel ripristino tempestivo della funzione masticatoria.
Gli impianti a carico immediato consentono l'applicazione della protesi definitiva o provvisoria entro 48-72 ore dall'inserimento chirurgico.
Questo protocollo è particolarmente vantaggioso per la correzione della malocclusione poiché mantiene immediatamente i rapporti occlusali corretti e previene gli adattamenti muscolari scorretti, ma non è adatto per tutti i casi clinici e il suo utilizzo deve anzi riguardare pazienti molto selezionati.
Il carico immediato richiede una stabilità primaria dell'impianto superiore ai 35 Ncm di coppia d'inserimento e una densità ossea adeguata per sopportare le forze masticatorie precoci.
Gli impianti a carico precoce prevedono l'applicazione protesica tra le 2 e le 8 settimane dall'inserimento, rappresentando un compromesso ottimale tra sicurezza biologica e ripristino funzionale rapido ma, anche in questo caso, la valutazione dell'effettiva praticabilità di questa tecnica deve essere ben ponderata, e riservata solo a casi selezionati.
Il carico precoce consente comunque di mantenere la dimensione verticale dell'occlusione e di prevenire gli spostamenti dentali significativi.
Gli impianti a carico differito seguono il protocollo tradizionale con un periodo di guarigione di 3-6 mesi prima dell'applicazione protesica, e sono dunque la strategia standard, in cui l'osso ha tutto il tempo necessario per integrarsi perfettamente con l'impianto, che dovrebbe sempre essere preferita in condizioni di normalità.
Durante il periodo di guarigione, l'utilizzo di protesi provvisorie rimovibili può mantenere parzialmente i rapporti occlusali e l'estetica del sorriso.
Quali sono le caratteristiche degli impianti dentali per riabilitazioni totali?

protesi all-on-4
Le riabilitazioni implantari totali richiedono strategie specifiche per il ripristino dell'occlusione in pazienti completamente edentuli, dove la malocclusione rappresenta una conseguenza inevitabile della perdita di tutti i riferimenti dentali.
Il concetto "All-on-4" utilizza quattro impianti strategicamente posizionati per supportare una protesi fissa di un'intera arcata.

protesi overdenture su all-on-6
Questa tecnica prevede il posizionamento di due impianti anteriori in posizione verticale e due impianti posteriori inclinati di 30-45 gradi per massimizzare l'ancoraggio osseo.
La distribuzione strategica degli impianti "All-on-4" ripristina efficacemente l'occlusione bilanciata e garantisce una masticazione funzionale immediata: sulle quattro viti endossee può essere agganciata una protesi di 10 o 12 elementi dentali.
Il protocollo "All-on-6" prevede l'utilizzo di sei impianti per arcata, offrendo una distribuzione delle forze ancora più favorevole e una maggiore ridondanza del sistema.
Gli impianti aggiuntivi consentono una progettazione protesica più conservativa e un migliore controllo dell'occlusione nei movimenti eccentrici.
Le riabilitazioni "All-on-8" rappresentano il gold standard per la stabilità occlusale a lungo termine, utilizzando otto impianti distribuiti uniformemente lungo l'arcata.
Consentono dunque di procedere a quella che viene chiamata 'overdenture', cioè una protesi totale che ripristina completamente l'occlusione fisiologica, capace di supportare carichi masticatori anche intensi.
Quale ruolo gioca la prevenzione?
La prevenzione della malocclusione da perdita dentale si basa principalmente sul mantenimento della salute parodontale e sulla diagnosi precoce delle patologie dentali, ad esempio la carie.
La parodontite è una malattia molto frequente nella popolazione italiana: il Ministero della Salute stima che oltre il 60% degli over 50 sia affetto dalla parodontite, e il controllo della malattia parodontale rappresenta quindi un obiettivo prioritario nella prevenzione dell'edentulia.
I protocolli diagnostici avanzati permettono di identificare precocemente i soggetti a rischio di perdita dentale.
Il test genetico della parodontite, analizzando il livello di interleuchine, può stabilire se il paziente è effettivamente predisposto allo sviluppo della malattia parodontale.
L'identificazione della predisposizione genetica consente l'implementazione di programmi preventivi personalizzati.
L'educazione del paziente all'igiene orale domiciliare e la programmazione di controlli professionali regolari costituiscono i pilastri della prevenzione primaria.
Curare l'igiene dentale, adottare regimi alimentari sani e sottoporsi a controlli periodici sono le strategie migliori per salvaguardare la salute della bocca e non solo.
La prevenzione attraverso il mantenimento della salute parodontale, l'intervento riabilitativo tempestivo quando necessario e la ricostruzione dell'equilibrio occlusale rappresentano elementi essenziali per preservare la funzionalità del sistema masticatorio e la qualità di vita del paziente.
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FAQ (domande frequenti)
Quando gli elementi dentali permanenti vengono persi, i denti adiacenti possono spostarsi verso lo spazio libero e gli antagonisti possono estrudersi, modificando i punti occlusali e generando una malocclusione.
Questo fenomeno innesca una serie di reazioni a catena che compromettono l'intero equilibrio del sistema masticatorio e può comportare anche problemi alla postura e relativi dolori muscolari.
L'equilibrio della bocca non è un mero problema estetico ma funzionale, poiché la perdita anche di un singolo elemento dentale determina modificazioni strutturali e funzionali che si ripercuotono sull'intera architettura orale.
I denti limitrofi tendono a spostarsi verso la mediale della bocca per compensare il vuoto, poiché gli elementi dentali sono portati a cercare il contatto tra di loro.
Parallelamente può verificarsi l'estrusione (allungamento) dei denti antagonisti, creando nuovi punti di contatto anomali tra le arcate dentarie e determinando una malocclusione progressivamente più severa.
Il riassorbimento osseo rappresenta un ulteriore fattore critico: quando un dente viene meno, l'osso diventa sempre più sottile verificandosi una vera e propria perdita di massa ossea che modifica la posizione relativa dei denti rimasti, contribuendo al deterioramento dell'occlusione dentale.
La compromissione della masticazione rappresenta il sintomo più immediato, creando problemi anche in fase di digestione poiché il cibo non correttamente masticato non consente allo stomaco di svolgere al meglio le sue funzioni.
Le alterazioni dell'occlusione si traducono in disturbi dell'articolazione temporo-mandibolare (ATM) con dolore durante l'apertura e chiusura della bocca, rumori articolari e limitazione dei movimenti mandibolari.
Un'occlusione dentale errata può condizionare l'assetto posturale, generando tensioni muscolari che si propagano dal distretto orale verso collo, spalle e colonna vertebrale, determinando cefalee, cervicalgie e lombalgie.
La parodontite (piorrea) rappresenta una delle cause più frequenti di perdita dentale negli adulti: questa grave malattia del parodonto progredisce silenziosamente per anni distruggendo gradualmente osso alveolare, legamento parodontale, cemento radicolare e gengive.
Il Ministero della Salute stima che oltre il 60% degli over 50 sia affetto dalla parodontite.
Traumi accidentali, interventi chirurgici non riusciti e alcune condizioni sistemiche rappresentano ulteriori fattori causali: i traumi diretti possono portare a fratture che causano necrosi della polpa o alla perdita istantanea del dente.
Il disagio psicologico derivante dalla perdita dei denti, legato al disagio di mostrarsi senza denti e di non riuscire più a masticare bene, influenza significativamente la qualità di vita del paziente.
Dal punto di vista neurologico, ricerche recenti suggeriscono connessioni importanti tra funzione masticatoria e attività cerebrale, poiché la stimolazione dalla masticazione efficace contribuisce al mantenimento delle funzioni cognitive.
Le alterazioni posturali creano una tensione muscolare che incide su collo, testa e spalle con tensione costante sui muscoli che non si rilassano mai, evolvendo in patologie del rachide cervicale e dorsale.
A differenza delle protesi mobili tradizionali, gli impianti sono minuscole viti in titanio medicale biocompatibile capaci di integrazione con l'osso mediante l'osteointegrazione, svolgendo le funzioni della radice del dente naturale.
Questa caratteristica fondamentale consente di ricreare i corretti rapporti occlusali tra le arcate dentarie.
Nel caso di impianto singolo i denti sani non vengono coinvolti nel processo riabilitativo, cosa che invece accade con i ponti che richiedono la limatura dei denti pilastro, preservando così l'integrità degli elementi dentali residui e la stabilità dell'intera arcata.
Sostituendo immediatamente la radice perduta, l'impianto mantiene la stimolazione ossea necessaria per preservare il volume e la densità dell'osso alveolare, scongiurandone il riassorbimento.
Gli impianti fungono da stabilizzatori occlusali impedendo lo spostamento dei denti adiacenti e l'estrusione degli elementi antagonisti.
Il ripristino dei corretti punti di contatto attraverso la protesi su impianto ristabilisce l'armonia funzionale del sistema masticatorio, fondamentale anche per la corretta digestione che comincia dalla masticazione, mentre la distribuzione equilibrata delle forze masticatorie previene sovraccarichi funzionali dannosi.
Le protesi mobili tradizionali, pur rappresentando una soluzione funzionale ed economica, presentano limitazioni significative nella stabilizzazione dell'occlusione per la loro natura rimuovibile.
I movimenti e le instabilità delle dentiere durante la masticazione possono aggravare i problemi occlusali preesistenti, scatenando possibili problemi muscolari che potrebbero degenerare in cervicalgie e lombo-sciatalgie.
Gli impianti eliminano completamente questi problemi garantendo una masticazione efficace e un'occlusione stabile nel tempo, mentre il carico immediato consente di ripristinare immediatamente la funzione e prevenire gli adattamenti occlusali scorretti.
Gli impianti corti (lunghezza inferiore a 8mm) rappresentano una soluzione per casi con limitato volume osseo residuo, mentre gli impianti a diametro ridotto (2,5-3,25mm) trovano applicazione negli spazi interdentali limitati o nelle aree anteriori.
Gli impianti pterigoidei rappresentano una soluzione avanzata per la riabilitazione dell'arcata superiore in presenza di severa atrofia mascellare.
Gli impianti zigomatici costituiscono un'ulteriore opzione per l'atrofia mascellare severa, con lunghezze superiori ai 40mm che attraversano il seno mascellare e si ancorano alla struttura dello zigomo.
Il controllo della malattia parodontale rappresenta un obiettivo prioritario poiché il Ministero della Salute stima che oltre il 60% degli over 50 sia affetto dalla parodontite.
I protocolli diagnostici avanzati permettono di identificare precocemente i soggetti a rischio: il test genetico della parodontite può stabilire se il paziente è predisposto allo sviluppo della malattia, consentendo l'implementazione di programmi preventivi personalizzati.
L'educazione del paziente all'igiene orale domiciliare e la programmazione di controlli professionali regolari costituiscono i pilastri della prevenzione primaria: curare l'igiene dentale, adottare regimi alimentari sani e sottoporsi a controlli periodici sono le strategie migliori per salvaguardare la salute della bocca.
L'Implantologia senza dolore e senza paura, per tutti
L’Implantologia è quella branca iper-specialistica dell’Odontostomatologia che si focalizza sulla riabilitazione dentale dei pazienti mediante protesi fisse biocompatibili, chiamati impianti dentali.
È una specializzazione relativamente recente di tutta la Medicina Odontoiatrica, frutto però di una lunga sperimentazione, partita in maniera abbastanza casuale negli anni ’50 del XX secolo, grazie all’intuizione del Prof. Per-Ingvar Brånemark, dell’Università di Göteborg, in Svezia.
L’Implantologia si basa su un principio medico chiamato osteointegrazione, e l’origine della parola dovrebbe già dare il senso della stessa: ‘integrazione dell’osso (o nell’osso)’.
Per via dell’osteointegrazione, un elemento biocompatibile, ad esempio una vite in una speciale lega di titanio medicale, se inserito nella matrice ossea, viene dall’osso stesso integrato, per un complesso processo biologico che, a guarigione avvenuta, avrà formato una struttura coesa, impossibile da separare se non con un’azione chirurgica.
L’osteointegrazione ha permesso di superare uno dei grandi problemi storici dell’Odontoiatria, cioè l’impossibilità di rimpiazzare i denti perduti con protesi fisse stabili e definitive, e ha spalancato la strada ad una serie di cure e terapie riabilitative un tempo impensabili.
Uno studio amico, su cui puoi fare affidamento per la tua riabilitazione dentale
Lo Studio Dentistico del Dott. Longo è specializzato nell’Implantologia e nella riabilitazione dentale già dagli anni ’90, avendo focalizzato quasi tutta la sua attività clinica e chirurgica proprio nell’affinamento delle tecniche implantologiche moderne, che hanno permesso di offrire ai pazienti terapie riabilitative sempre più precise grazie alla guida computerizzata, sopportabili a livello di disagio, economicamente accessibili (anche per realtà personali in difficoltà economica) e, soprattutto, nella massima sicurezza medica.
Lo studio pone particolare enfasi sulla diagnosi precisa dell’edentulia, cioè la mancanza di denti naturali che spinge il paziente a chiederne il rimpiazzo con le protesi, dando particolare attenzione alla valutazione sia funzionale che psicologica.
Dati pre-operatori precisi supportati da rilievi di ortopantomografia digitale, TAC a fascio conico (Cone Beam) ed attenta valutazione clinica permettono allo studio di somministrare terapie riabilitative di qualità, con l’ausilio della sedazione cosciente, per ridurre al minimo il disagio, il trauma del Dentista o lo stress (comprensibile ed umano) dell’intervento chirurgico.
Nello studio sono presenti, oltre che macchinari elettro-medicali sicuri e periodicamente revisionati, anche tutte le figure necessarie per assicurare al paziente la riabilitazione dentale completa, pure in presenza di casi particolari come la condizione di diabete mellito, l’osteoporosi o di un grave riassorbimento dell’osso alveolare.
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Il Dott. Longo, assieme ai suoi Medici Anestesisti, Chirurghi Maxillo-facciali e Chirurghi Orali, supportato sempre da personale di poltrona specializzato proprio nell’Implantologia, aiuta giornalmente i pazienti che a lui si affidano a ritornare al sorriso e alla corretta masticazione e fonazione, affrontando ogni caso con umanità ed empatia, non dimenticando l’importanza della valutazione individuale e della dignità e del rispetto di ogni esperienza personale.
Puoi affidarti al Dott. Longo e alla sua equipe per la tua esigenza di riabilitazione dentale, consapevole di trovare uno studio dentistico professionale, modernamente organizzato ma con un'anima famigliare ed empatica, che metterà al primo posto la tua salute e il tuo benessere come paziente ma soprattutto come persona, con l'obiettivo di riportarti ad una piena funzionalità non solo dentale, ma anche psicologica.
Lo studio dentistico specialista nell'Implantologia e nella Riabilitazione Dentale
lo Studio Dentistico del Dott. Longo si trova a Milano, in Galleria Unione, 1.
la sede è storica, ed è presente a Milano da oltre 50 anni.
lo Studio Dentistico del Dott. Longo non è un franchising e non è una catena low-cost: è uno studio unico, specializzato esclusivamente nell'Implantologia e nella Riabilitazione Dentale, che offre trattamenti odontoiatrici di qualità, ma con la gestione familiare e l'empatia di un ambiente professionale seppur amichevole.
lo Studio Dentistico del Dott. Longo è nel cuore di Milano, a due passi da Piazza Cordusio, ed è facilmente raggiungibile con la Linea Metropolitana milanese MM3 (Linea Gialla), fermata 'Missori'.
se vuoi raggiungerci in autovettura, ricorda che lo studio è nella Zona a Traffico Limitato di Milano (Area C), quindi ti servirà il pass (clicca qui per tutte le informazioni e per acquistarlo).
se vieni da fuori Milano in treno, puoi scendere alla stazione Milano Centrale e prendere la linea MM3 (Linea Gialla), direzione S. Donato, fino alla fermata Missori.
se vieni invece dalla stazione di Porta Garibaldi, il percorso più breve è quello di prendere la linea MM2 (Linea Verde), direzione Cologno Nord - Gessate, scendere a Milano Centrale, cambiare con la linea MM3 (Linea Gialla), direzione San Donato e scendere alla fermata Missori.
Siamo l'eccellenza odontoiatrica nella ricerca clinica dell'Implantologia e della Chirurgia Orale Riabilitativa.
Il nostro scopo è riportarti a sorridere senza dolore e senza paura, con la Riabilitazione Dentale di alta qualità ad un costo sostenibile.
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Quindi ricorda che...
- L'edentulia non è solo un problema estetico ma può causare gravi problemi funzionali, posturali e muscolari;
- Quando si perde un dente, i denti adiacenti si spostano verso lo spazio vuoto e gli antagonisti si estruono, alterando l'occlusione;
- Il riassorbimento osseo inizia subito dopo la perdita dentale, modificando la posizione dei denti rimasti e deteriorando l'occlusione;
- La malocclusione può causare disturbi all'articolazione temporo-mandibolare (ATM) con dolore, rumori articolari e limitazione dei movimenti;
- Un'occlusione errata può generare tensioni muscolari che causano cefalee, cervicalgie e lombalgie;
- La parodontite colpisce oltre il 60% degli over 50 ed è una delle cause più frequenti di perdita dentale negli adulti;
- La compromissione della masticazione crea problemi digestivi poiché il cibo non correttamente masticato impedisce allo stomaco di funzionare al meglio;
- Rimpiazzare quanto prima i denti perduti previene complicanze secondarie e semplifica notevolmente la riabilitazione;
- Gli impianti dentali in titanio ricreano i corretti rapporti occlusali svolgendo le funzioni della radice naturale;
- A differenza dei ponti, gli impianti singoli preservano i denti sani adiacenti senza bisogno di limarli;
- Gli impianti fungono da stabilizzatori occlusali impedendo lo spostamento dei denti e l'estrusione degli antagonisti;
- Le protesi su impianti eliminano i problemi di stabilità delle dentiere, garantendo masticazione efficace e occlusione stabile;
- La tecnica All-on-4 usa quattro impianti strategici per supportare una protesi fissa dell'intera arcata con masticazione immediata;
- Il carico immediato mantiene subito i rapporti occlusali corretti ma richiede stabilità primaria superiore a 35 Ncm e pazienti selezionati;
- La prevenzione attraverso igiene orale domiciliare, controlli periodici e test genetico della parodontite è fondamentale per salvaguardare la salute orale

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dal dott. Alberto Giorgio Longo il giorno:
venerdì 20 giugno, 2025
Il Dott. Alberto Giorgio Longo è un Medico Chirurgo e un Medico Odontoiatra, perfezionato da anni nell'Implantologia e nella Riabilitazione Dentale.
L’implantologia è la soluzione odontoiatrica con un tasso di successo molto elevato (oltre il 95% dei pazienti correttamente trattati), che sostituisce i denti mancanti con impianti dentali biocompatibili, e recupera completamente l'autostima, la disinvoltura e riposiziona correttamente le occlusioni dei delle due arcate dentali, con indiscussi vantaggi sulla masticazione, sulla fonetica, sulla deglutizione e anche sulla postura.
Nello Studio Dentistico del Dott. Longo, attivo a Milano ormai da due generazioni, gran parte dell'attività clinica si concentra sul recupero del sorriso anche in casi difficili, per restituire a tutti l’occasione di sentirsi di nuovo a proprio agio quando si è in compagnia, quando si mangia, senza doversi preoccupare che si sposti una dentiera instabile o che quel dente mancante sia così evidente.
La cura del sorriso è per molti una questione di benessere psicologico, che ha comunque importanti aspetti funzionali su tutto il corpo: una dentatura non completa, cioè in condizione di edentulia (la mancanza di uno o più denti naturali) può portare a condizioni di grande disagio, non solo limitato al cavo orale ma anche a tutto il corpo (persino i muscoli di cervicale e zona lombare).
Il Dott. Longo si è proprio focalizzato, in oltre trent'anni di esperienza diretta e studi clinici, su questa necessità, perfezionando le procedure chirurgiche per garantire una corretta riabilitazione minimamente invasiva, con la migliore tecnologia possibile e accessibile sul mercato.
Il Dottore ha una missione medica, etica e deontologica precisa, che regola da sempre la sua attività clinica e di costante ricerca sull'Implantologia: aiutare tutti i pazienti che soffrono di mancanze dentali più o meno estese ad ottenere una soluzione duratura nel tempo, che concili funzionalità ed estetica, ad un costo d'accesso accessibile e facilitato.
i partner dello studio, per curare il maggior numero possibile di pazienti bisognosi di riabilitazioni dentali
Lo Studio Dentistico del dott. Longo è convenzionato con molte assicurazioni e fondi mutualistici, per servire la più ampia platea di pazienti bisognosi di cure odontoiatriche e riabilitazioni dentali.
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