
I problemi di masticazione e deglutizione rappresentano disturbi complessi che coinvolgono l'intero apparato stomatognatico e possono compromettere significativamente la qualità di vita del paziente.
Questo perché la masticazione è un processo fondamentale per la nostra salute, ma spesso incredibilmente sottovalutato: quando si verificano problemi di masticazione, le conseguenze possono essere molto più gravi di quanto si possa immaginare, che non si limitano solo alla necessaria nutrizione.
Il normale processo di deglutizione prevede l'attività coordinata di un gran numero di muscoli, che contraendosi e rilassandosi consentono il passaggio del cibo ingerito dal cavo orale nella faringe, nell'esofago e infine nello stomaco.
Ai fini della corretta funzione di masticazione, deglutizione, gusto e linguaggio, è necessario che la funzione neurologica e muscolare nella bocca, nel viso e nel collo sia integra e coordinata, e questo richiede un palato correttamente formato, con tutti gli elementi dentali presenti, saldi e nella corretta posizione anatomica.
Come è noto a tutti, la digestione comincia proprio nella bocca, con la corretta masticazione che, per essere efficace, deve avere il supporto delle arcate dentali perfettamente occludenti, e dunque di una dentatura sana, ben posizionata e in salute.
Leggi questa pagina per approfondire il discorso sull’importanza della corretta masticazione e deglutizione.
Cosa causa i disturbi della masticazione?

Le difficoltà di masticazione e deglutizione possono dipendere da diversi fattori che coinvolgono strutture anatomiche e funzioni neurologiche complesse.
Problemi dentali come carie, parodontite, denti mancanti o mal posizionati possono rendere difficile la masticazione e compromettere l'efficacia del processo digestivo.

la carie dentale è pericolosa, poiché può danneggiare il dente e costringere alla sua estrazione
Non è infrequente che la presenza di problemi odontoiatrici che comportano dolore ai denti o disturbi gengivali spinge a masticare più frettolosamente e meno accuratamente, penalizzando la digestione.
Possono portare a problemi di masticazione anche i disallineamenti dentali e la malocclusione, una condizione in cui le due arcate non interagiscono correttamente.
Un caso specifico di malocclusione è la masticazione inversa, che si verifica quando i denti dell'arcata superiore non scavalcano come dovrebbero quelli dell'arcata inferiore.
Le disfunzioni dell'articolazione temporo-mandibolare (ATM), che causano dolori e blocchi all'articolazione, possono ostacolare il normale movimento della mandibola durante la masticazione.
Il bruxismo, ovvero il digrignare i denti, è un problema comune che può portare a usura dentale e dolore alla mandibola, interferendo con la normale funzione masticatoria.
C'è poi da ricordare che con l'avanzare dell'età, i muscoli necessari alla masticazione perdono forza e coordinamento, specialmente in pazienti con protesi dentali parziali o complete: l'età avanzata rappresenta dunque un fattore di rischio significativo, con percentuali di problemi di deglutizione che negli anziani salgono difatti dall'8% al 16%.
Come si manifestano i disturbi della deglutizione?
Con il termine disfagia si indica la difficoltà a deglutire alimenti solidi e liquidi, un disturbo che può essere occasionale o cronico.
Si possono distinguere due diversi tipi di disfagia, in base al tratto del percorso deglutitorio a livello del quale si manifesta il problema:
- Si parla di disfagia orofaringea, o disfagia di trasferimento, quando la causa è legata a un'alterazione della funzionalità muscolare a livello del passaggio tra l'orofaringe e l'esofago;
- Si parla invece di disfagia esofagea quando c'è difficoltà a far passare il cibo attraverso l'esofago verso lo stomaco
La disfagia si può manifestare con segni e sintomi più o meno evidenti, tra cui la difficoltà di deglutizione spesso associata alla sensazione di avere una massa bloccata in gola: un sintomo tipico, che spesso mette ansia ed angoscia nei pazienti, tanto da causarne anche scompensi psicologici e, a volte, il rifiuto di alimentarsi normalmente.
Altri possibili sintomi includono la perdita di saliva, la necessità di effettuare diversi atti deglutitori per ogni boccone e la maggiore sensibilità della faringe.
La fuoriuscita di cibo e liquidi dalla bocca e dal naso mentre si mangia rappresenta un segno clinico caratteristico dei disturbi deglutitori, che solitamente spinge il paziente a rivolgersi al Medico, mentre la tosse durante e subito dopo i pasti, il cambiamento nel tono della voce dopo aver mangiato o bevuto e la sensazione generale di stanchezza completano il quadro sintomatologico.
Nei casi più gravi, la disfagia può essere accompagnata da dolore alla mandibola, vomito e perdita di peso significativa, dovuta proprio al rifiuto del paziente di alimentarsi correttamente (per paura di sperimentare i sintomi spiacevoli della disfagia).
Quali patologie causano questi disturbi?

Le patologie neurologiche rappresentano una delle cause principali dei disturbi di masticazione e deglutizione.
Tra i disturbi cerebrali e del sistema nervoso che causano difficoltà di deglutizione figurano ictus, morbo di Parkinson, sclerosi multipla e sclerosi laterale amiotrofica (SLA).

La sclerosi multipla (SM) può causare difficoltà di masticazione e deglutizione a causa delle lesioni nel sistema nervoso centrale, che compromettono la coordinazione dei muscoli orali e facciali.
Questi problemi possono manifestarsi come difficoltà nel controllare il movimento della lingua, problemi di salivazione e debolezza muscolare, che rendono la masticazione faticosa e la deglutizione pericolosa.
Le cause di disfagia possono essere anche di natura strutturale, includendo le infiammazioni delle vie respiratorie come bronchite, faringite, laringite e tracheite.
Le infezioni dell'esofago, per esempio micosi e tubercolosi, i diverticoli faringei e vari tipi di tumori a carico delle vie aeree e digestive rappresentano ulteriori fattori eziologici.
Il reflusso gastroesofageo cronico provocato da incontinenza del cardias può compromettere significativamente la funzione deglutitoria.
La disfagia esofagea è spesso associata al processo fisiologico di invecchiamento, che può provocare una perdita della forza dei muscoli che regolano il transito del bolo alimentare.
L'uso di alcuni farmaci come neurolettici, antidepressivi, anticolinergici e medicinali a base di fenotiazina può interferire con i meccanismi neuromotori della deglutizione.
Cosa comporta la deglutizione atipica?

La deglutizione atipica rappresenta un disturbo specifico che si manifesta quando il passaggio dal meccanismo della deglutizione infantile a quello della deglutizione adulta non avviene correttamente.
In questa condizione, durante la deglutizione la lingua effettua un movimento scorretto, spingendo contro i denti o posizionandosi tra le arcate dentarie.
A lungo andare, queste alterazioni dei movimenti linguali possono influire sullo sviluppo delle strutture che compongono il distretto oro-facciale.
Le contrazioni dei muscoli masticatori sono alterate, riflettendosi sul tempo di masticazione, che può essere più lento del normale, rallentando il transito del cibo all'interno della cavità orale.
In alcuni casi, in pazienti con deglutizione atipica è anomala anche la posizione della lingua a riposo, compromettendo ulteriormente l'equilibrio funzionale.
Tutte queste alterazioni possono influire in modo significativo anche sulla respirazione, sull'articolazione delle parole e sulla postura corporea.
La condizione in cui le strutture ossee del distretto oro-facciale sono alterate ed è presente un'anomalia a carico di almeno una funzione orale è chiamata squilibrio muscolare oro-facciale.
Se non viene diagnosticata e trattata in modo adeguato, la deglutizione atipica può provocare complicanze di diverso tipo, inclusi problemi ortodontici e disturbi della crescita facciale.
Quali sono le conseguenze sulla salute generale?
I problemi di masticazione e deglutizione comportano conseguenze che si estendono ben oltre la sfera orale, coinvolgendo l'intero organismo: una masticazione scorretta può avere infatti diverse conseguenze negative sulla salute, con i problemi digestivi tra i più comuni.
La masticazione è il primo passo della digestione, e se il cibo non viene masticato adeguatamente, l'intestino faticherà a digerirlo, causando gonfiore, gas e altri disturbi intestinali, che possono portare poi, in correlazione, a patologie colonproctologiche.
La cattiva masticazione, non attivando correttamente la salivazione, rende più difficile la deglutizione degli alimenti e costringe a bere grandi quantità di acqua che possono rallentare la digestione, oltreché causare poliuria.
Quando ingeriamo cibo non accuratamente sminuzzato aumentiamo il rischio di acidità gastrica e reflusso gastroesofageo.
Le difficoltà di masticazione possono portare a evitare certi alimenti, con il rischio di una dieta squilibrata e carenze nutrizionali significative.
I bambini con problemi di masticazione possono avere difficoltà nell'alimentarsi correttamente, portando, oltre che a carenze nutrizionali che possono influire sul loro sviluppo fisico, anche eventuali problemi di carattere cognitivo e psicologico.
Una masticazione inefficiente può causare dolori alla mandibola, mal di testa e dolori al collo, oltre a peggiorare problemi dentali preesistenti.
I rischi maggiori in caso di disfagia sono legati a malnutrizione e disidratazione, oltreché a problemi di tipo respiratorio.
La presenza di disfagia aumenta significativamente il rischio di polmonite da aspirazione, una grave forma di infezione delle vie respiratorie.
L'aspirazione, nei casi più seri, può portare al soffocamento e rappresenta una complicanza potenzialmente fatale (benché rara).
Come viene effettuata la diagnosi?
La diagnosi dei problemi di masticazione e deglutizione richiede un approccio multidisciplinare che coinvolge diverse figure specialistiche.
Per riconoscere precocemente i problemi di deglutizione è necessario sapere quali sono i fattori di rischio e i segni della disfagia.
È fondamentale osservare il comportamento del paziente durante l'assunzione di pasti e bevande, valutando la dieta e i segni di un'adeguata nutrizione e idratazione.
Nei bambini, in caso di sospetto di deglutizione atipica, il pediatra potrà indirizzare il paziente alla visita specialistica otorinolaringoiatrica oppure ortodontica.
L'Otorinolaringoiatra e il Medico Odontoiatra valutano l'eventuale presenza dei segni caratteristici del disturbo, osservando il paziente durante la deglutizione e a riposo.
Vengono raccolte tutte le informazioni necessarie per un'anamnesi completa, indagando gli aspetti legati alla suzione, alle eventuali abitudini viziate e all'alimentazione.
Il meccanismo della masticazione, la respirazione e la presenza di altre malattie di ambito otorinolaringoiatrico o allergologico vengono attentamente valutati.
Per studiare la disfagia viene utilizzata la videofluoroscopia per effettuare un'analisi accurata di tutto l'atto deglutitorio.
Altro esame utilizzato è la videofluoromanometria, che prevede l'esecuzione simultanea della videofluoroscopia e la registrazione di un tracciato manometrico.
Questo permette di avere una più precisa valutazione del disturbo disfagico correlando i dati morfologici a quelli funzionali.
Quali approcci terapeutici esistono?
Il metodo migliore per trattare la disfagia è il trattamento della causa specifica che ha determinato il disturbo, che dunque deve essere ben individuata nella fase anamnestica e diagnostica.
Le cause di disfagia possono essere numerose e di diversa natura, quindi il trattamento varia a seconda delle cause con un approccio eziologico specifico.

Per favorire l'attenuazione dei sintomi di disfagia, in genere si consiglia al paziente di fare piccoli morsi e masticare bene il cibo.
In presenza di disfagia causata da ictus, può essere utile un trattamento di riabilitazione che contempla la modifica della posizione del capo durante i pasti.
Il programma riabilitativo può includere il riallenamento dei muscoli della deglutizione, esercizi per migliorare la capacità di accomodare il bolo in bocca ed esercizi di forza e coordinamento per la lingua.
Nei casi più leggeri di disfagia può essere sufficiente rivolgersi a un logopedista o a un rieducatore della deglutizione per apprendere esercizi e sistemi coordinativi.
Interventi come la terapia fisica e logopedica possono migliorare notevolmente la qualità della vita nei pazienti con disturbi neuromotori.
Nel caso in cui si riscontri una disfagia di natura orofaringea è consigliabile un controllo neurologico per valutare la necessità di accertamenti specifici.
In casi più marcati di disfagia può essere richiesto l'utilizzo di farmaci specifici per la patologia di base.
L'esecuzione di alimentazioni speciali, ad esempio attraverso un sondino naso-gastrico, può essere necessaria nei casi più severi.
Nei casi estremi, il ricorso a interventi chirurgici può rappresentare l'unica opzione terapeutica per ripristinare la funzione deglutitoria.
Come gestire l'alimentazione nei disturbi deglutitori?

La gestione nutrizionale rappresenta un aspetto fondamentale nel trattamento dei pazienti con problemi di masticazione e deglutizione.
Le abitudini alimentari devono essere modificate, prevedendo pasti più frequenti ma poco abbondanti per facilitare il processo digestivo.
Per facilitare la deglutizione è consigliabile scegliere pietanze di consistenza morbida, cremosa e omogenea, come il semolino, il purè e le creme di verdure.
È necessario evitare alimenti troppo liquidi o di consistenza mista, come per esempio la pastina in brodo o il riso, che possono aumentare il rischio di aspirazione.
I cibi solidi vanno tagliati in piccoli pezzi e masticati bene, mantenendo una corretta postura durante l'alimentazione.
I cibi che possono creare problemi di deglutizione sono quelli troppo secchi e friabili come i biscotti, i dolci e le fette biscottate.
Quelli che si attaccano al palato, come gli gnocchi, e quelli con la doppia consistenza solida-liquida rappresentano alimenti da evitare.
Se si hanno problemi di deglutizione è bene evitare il consumo di bevande alcoliche, caffeina e tutti gli alimenti che favoriscono il reflusso gastroesofageo.
La frutta può essere assunta sotto forma di frullati o di mousse per facilitare la deglutizione mantenendo l'apporto vitaminico.
Se le difficoltà di deglutizione riguardano anche i liquidi, si possono utilizzare l'acqua gelificata e le polveri addensanti da aggiungere alle bevande.
La posizione che si assume durante i pasti dovrebbe essere per lo più eretta, ma con il mento abbassato sul petto durante la deglutizione.
È importante masticare lentamente ogni boccone, deglutire a vuoto tra un boccone e un altro e mantenere una corretta igiene orale.
I problemi di masticazione e deglutizione richiedono un approccio multidisciplinare che consideri tutti gli aspetti funzionali, nutrizionali e riabilitativi del paziente, con l'obiettivo di preservare l'autonomia alimentare e prevenire le complicanze sistemiche.
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FAQ (domande frequenti)
Problemi dentali come carie, parodontite, denti mancanti o mal posizionati possono rendere difficile la masticazione e compromettere l'efficacia del processo digestivo, spingendo a masticare più frettolosamente e meno accuratamente.
I disallineamenti dentali e la malocclusione, le disfunzioni dell'articolazione temporo-mandibolare (ATM) e il bruxismo sono cause comuni che ostacolano il normale movimento della mandibola durante la masticazione.
Con l'avanzare dell'età i muscoli necessari alla masticazione perdono forza e coordinamento, specialmente in pazienti con protesi dentali: l'età avanzata rappresenta un fattore di rischio significativo, con percentuali di problemi che negli anziani salgono dall'8% al 16%.
Si distinguono due tipi: la disfagia orofaringea quando la causa è legata a un'alterazione della funzionalità muscolare a livello del passaggio tra orofaringe ed esofago, e la disfagia esofagea quando c'è difficoltà a far passare il cibo attraverso l'esofago verso lo stomaco.
Si manifesta con difficoltà di deglutizione spesso associata alla sensazione di avere una massa bloccata in gola, perdita di saliva, necessità di effettuare diversi atti deglutitori per ogni boccone e maggiore sensibilità della faringe.
La fuoriuscita di cibo e liquidi dalla bocca e dal naso durante i pasti, la tosse durante e subito dopo i pasti, il cambiamento nel tono della voce dopo aver mangiato e la sensazione generale di stanchezza completano il quadro sintomatologico.
La sclerosi multipla può causare difficoltà a causa delle lesioni nel sistema nervoso centrale che compromettono la coordinazione dei muscoli orali e facciali, manifestandosi come difficoltà nel controllare il movimento della lingua, problemi di salivazione e debolezza muscolare.
Le cause possono essere anche di natura strutturale, includendo infiammazioni delle vie respiratorie come bronchite, faringite, laringite e tracheite, infezioni dell'esofago, diverticoli faringei e tumori a carico delle vie aeree e digestive.
Il reflusso gastroesofageo cronico e il processo fisiologico di invecchiamento, oltre all'uso di farmaci come neurolettici, antidepressivi e anticolinergici, possono interferire con i meccanismi neuromotori della deglutizione.
Durante la deglutizione la lingua effettua un movimento scorretto spingendo contro i denti o posizionandosi tra le arcate dentarie, e a lungo andare queste alterazioni possono influire sullo sviluppo delle strutture del distretto oro-facciale.
Le contrazioni dei muscoli masticatori sono alterate riflettendosi sul tempo di masticazione che può essere più lento del normale, mentre in alcuni casi è anomala anche la posizione della lingua a riposo.
Tutte queste alterazioni possono influire significativamente anche sulla respirazione, sull'articolazione delle parole e sulla postura corporea, e se non diagnosticata e trattata adeguatamente può provocare problemi ortodontici e disturbi della crescita facciale.
La cattiva masticazione non attiva correttamente la salivazione rendendo più difficile la deglutizione e costringendo a bere grandi quantità di acqua che rallentano la digestione, aumentando il rischio di acidità gastrica e reflusso gastroesofageo.
Le difficoltà di masticazione possono portare a evitare certi alimenti con rischio di dieta squilibrata e carenze nutrizionali significative, mentre nei bambini possono influire sullo sviluppo fisico oltre a causare problemi cognitivi e psicologici.
I rischi maggiori in caso di disfagia sono legati a malnutrizione e disidratazione, problemi respiratori e aumento significativo del rischio di polmonite da aspirazione, con possibile soffocamento nei casi più seri.
È fondamentale osservare il comportamento del paziente durante l'assunzione di pasti e bevande, valutando la dieta e i segni di un'adeguata nutrizione e idratazione.
Nei bambini con sospetto di deglutizione atipica il pediatra indirizza il paziente alla visita specialistica otorinolaringoiatrica oppure ortodontica, dove l'Otorinolaringoiatra e il Medico Odontoiatra valutano l'eventuale presenza dei segni caratteristici del disturbo.
Vengono raccolte informazioni per un'anamnesi completa indagando gli aspetti legati alla suzione, alle abitudini viziate e all'alimentazione, mentre per studiare la disfagia viene utilizzata la videofluoroscopia o la videofluoromanometria per avere una precisa valutazione del disturbo correlando i dati morfologici a quelli funzionali.
Le cause possono essere numerose e di diversa natura quindi il trattamento varia a seconda delle cause con un approccio eziologico specifico, consigliando in genere al paziente di fare piccoli morsi e masticare bene il cibo.
In presenza di disfagia causata da ictus può essere utile un trattamento di riabilitazione che contempla la modifica della posizione del capo durante i pasti, includendo il riallenamento dei muscoli della deglutizione ed esercizi per la lingua.
Nei casi più leggeri può essere sufficiente rivolgersi a un logopedista o rieducatore della deglutizione, mentre in casi più marcati può essere richiesto l'utilizzo di farmaci specifici, alimentazioni speciali attraverso sondino naso-gastrico, o nei casi estremi interventi chirurgici.
Per facilitare la deglutizione è consigliabile scegliere pietanze di consistenza morbida, cremosa e omogenea come semolino, purè e creme di verdure, evitando alimenti troppo liquidi o di consistenza mista che possono aumentare il rischio di aspirazione.
I cibi solidi vanno tagliati in piccoli pezzi e masticati bene, evitando quelli troppo secchi e friabili come biscotti, quelli che si attaccano al palato e quelli con doppia consistenza solida-liquida, oltre a bevande alcoliche e caffeina.
La frutta può essere assunta sotto forma di frullati o mousse, si possono utilizzare acqua gelificata e polveri addensanti per i liquidi, mentre la posizione durante i pasti dovrebbe essere eretta con il mento abbassato sul petto durante la deglutizione, masticando lentamente ogni boccone.
Come è noto la digestione comincia proprio nella bocca con la corretta masticazione che, per essere efficace, deve avere il supporto delle arcate dentali perfettamente occludenti e di una dentatura sana, ben posizionata e in salute.
Il normale processo di deglutizione prevede l'attività coordinata di un gran numero di muscoli che contraendosi e rilassandosi consentono il passaggio del cibo dal cavo orale nella faringe, nell'esofago e infine nello stomaco.
Ai fini della corretta funzione di masticazione, deglutizione, gusto e linguaggio è necessario che la funzione neurologica e muscolare nella bocca, nel viso e nel collo sia integra e coordinata, richiedendo un palato correttamente formato con tutti gli elementi dentali presenti, saldi e nella corretta posizione anatomica.
Segni di allarme includono la difficoltà di deglutizione associata alla sensazione di massa bloccata in gola che spesso mette ansia e può causare scompensi psicologici e rifiuto di alimentarsi normalmente.
La fuoriuscita di cibo e liquidi dalla bocca e dal naso durante i pasti, la tosse persistente durante e subito dopo i pasti, il cambiamento nel tono della voce dopo aver mangiato e la sensazione generale di stanchezza sono segnali caratteristici.
Nei casi più gravi la disfagia può essere accompagnata da dolore alla mandibola, vomito e perdita di peso significativa dovuta al rifiuto del paziente di alimentarsi correttamente, richiedendo un approccio multidisciplinare che consideri tutti gli aspetti funzionali, nutrizionali e riabilitativi.
L'Implantologia senza dolore e senza paura, per tutti
L’Implantologia è quella branca iper-specialistica dell’Odontostomatologia che si focalizza sulla riabilitazione dentale dei pazienti mediante protesi fisse biocompatibili, chiamati impianti dentali.
È una specializzazione relativamente recente di tutta la Medicina Odontoiatrica, frutto però di una lunga sperimentazione, partita in maniera abbastanza casuale negli anni ’50 del XX secolo, grazie all’intuizione del Prof. Per-Ingvar Brånemark, dell’Università di Göteborg, in Svezia.
L’Implantologia si basa su un principio medico chiamato osteointegrazione, e l’origine della parola dovrebbe già dare il senso della stessa: ‘integrazione dell’osso (o nell’osso)’.
Per via dell’osteointegrazione, un elemento biocompatibile, ad esempio una vite in una speciale lega di titanio medicale, se inserito nella matrice ossea, viene dall’osso stesso integrato, per un complesso processo biologico che, a guarigione avvenuta, avrà formato una struttura coesa, impossibile da separare se non con un’azione chirurgica.
L’osteointegrazione ha permesso di superare uno dei grandi problemi storici dell’Odontoiatria, cioè l’impossibilità di rimpiazzare i denti perduti con protesi fisse stabili e definitive, e ha spalancato la strada ad una serie di cure e terapie riabilitative un tempo impensabili.
Uno studio amico, su cui puoi fare affidamento per la tua riabilitazione dentale
Lo Studio Dentistico del Dott. Longo è specializzato nell’Implantologia e nella riabilitazione dentale già dagli anni ’90, avendo focalizzato quasi tutta la sua attività clinica e chirurgica proprio nell’affinamento delle tecniche implantologiche moderne, che hanno permesso di offrire ai pazienti terapie riabilitative sempre più precise grazie alla guida computerizzata, sopportabili a livello di disagio, economicamente accessibili (anche per realtà personali in difficoltà economica) e, soprattutto, nella massima sicurezza medica.
Lo studio pone particolare enfasi sulla diagnosi precisa dell’edentulia, cioè la mancanza di denti naturali che spinge il paziente a chiederne il rimpiazzo con le protesi, dando particolare attenzione alla valutazione sia funzionale che psicologica.
Dati pre-operatori precisi supportati da rilievi di ortopantomografia digitale, TAC a fascio conico (Cone Beam) ed attenta valutazione clinica permettono allo studio di somministrare terapie riabilitative di qualità, con l’ausilio della sedazione cosciente, per ridurre al minimo il disagio, il trauma del Dentista o lo stress (comprensibile ed umano) dell’intervento chirurgico.
Nello studio sono presenti, oltre che macchinari elettro-medicali sicuri e periodicamente revisionati, anche tutte le figure necessarie per assicurare al paziente la riabilitazione dentale completa, pure in presenza di casi particolari come la condizione di diabete mellito, l’osteoporosi o di un grave riassorbimento dell’osso alveolare.
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Il Dott. Longo, assieme ai suoi Medici Anestesisti, Chirurghi Maxillo-facciali e Chirurghi Orali, supportato sempre da personale di poltrona specializzato proprio nell’Implantologia, aiuta giornalmente i pazienti che a lui si affidano a ritornare al sorriso e alla corretta masticazione e fonazione, affrontando ogni caso con umanità ed empatia, non dimenticando l’importanza della valutazione individuale e della dignità e del rispetto di ogni esperienza personale.
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Quindi ricorda che...
- La masticazione è il primo passo della digestione e richiede arcate dentali perfettamente occludenti con tutti i denti presenti e in salute;
- Problemi dentali come carie, parodontite, denti mancanti o malocclusione possono compromettere l'efficacia del processo digestivo;
- La disfagia è la difficoltà a deglutire alimenti solidi e liquidi, che può essere orofaringea o esofagea;
- Con l'avanzare dell'età i problemi di deglutizione negli anziani salgono dall'8% al 16% per perdita di forza e coordinamento muscolare;
- Le patologie neurologiche come ictus, Parkinson, sclerosi multipla e SLA rappresentano cause principali dei disturbi deglutitori;
- La deglutizione atipica si verifica quando la lingua effettua movimenti scorretti spingendo contro i denti o tra le arcate;
- Una masticazione scorretta causa problemi digestivi come gonfiore, gas, disturbi intestinali e rallentamento della digestione;
- La cattiva masticazione aumenta il rischio di acidità gastrica, reflusso gastroesofageo e carenze nutrizionali significative;
- I rischi maggiori della disfagia includono malnutrizione, disidratazione e polmonite da aspirazione, complicanza potenzialmente grave;
- La diagnosi richiede un approccio multidisciplinare con videofluoroscopia e videofluoromanometria per valutare l'atto deglutitorio;
- Il trattamento varia secondo le cause: riabilitazione con logopedista, terapia fisica, farmaci specifici o interventi chirurgici nei casi estremi;
- Per facilitare la deglutizione scegliere pietanze di consistenza morbida, cremosa e omogenea come semolino, purè e creme;
- Evitare alimenti troppo liquidi, di consistenza mista, secchi e friabili che aumentano il rischio di aspirazione;
- La posizione durante i pasti dovrebbe essere eretta con il mento abbassato sul petto durante la deglutizione;
- È fondamentale masticare lentamente ogni boccone, deglutire a vuoto tra un boccone e l'altro e mantenere corretta igiene orale

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dal dott. Alberto Giorgio Longo il giorno:
venerdì 20 giugno, 2025
Il Dott. Alberto Giorgio Longo è un Medico Chirurgo e un Medico Odontoiatra, perfezionato da anni nell'Implantologia e nella Riabilitazione Dentale.
L’implantologia è la soluzione odontoiatrica con un tasso di successo molto elevato (oltre il 95% dei pazienti correttamente trattati), che sostituisce i denti mancanti con impianti dentali biocompatibili, e recupera completamente l'autostima, la disinvoltura e riposiziona correttamente le occlusioni dei delle due arcate dentali, con indiscussi vantaggi sulla masticazione, sulla fonetica, sulla deglutizione e anche sulla postura.
Nello Studio Dentistico del Dott. Longo, attivo a Milano ormai da due generazioni, gran parte dell'attività clinica si concentra sul recupero del sorriso anche in casi difficili, per restituire a tutti l’occasione di sentirsi di nuovo a proprio agio quando si è in compagnia, quando si mangia, senza doversi preoccupare che si sposti una dentiera instabile o che quel dente mancante sia così evidente.
La cura del sorriso è per molti una questione di benessere psicologico, che ha comunque importanti aspetti funzionali su tutto il corpo: una dentatura non completa, cioè in condizione di edentulia (la mancanza di uno o più denti naturali) può portare a condizioni di grande disagio, non solo limitato al cavo orale ma anche a tutto il corpo (persino i muscoli di cervicale e zona lombare).
Il Dott. Longo si è proprio focalizzato, in oltre trent'anni di esperienza diretta e studi clinici, su questa necessità, perfezionando le procedure chirurgiche per garantire una corretta riabilitazione minimamente invasiva, con la migliore tecnologia possibile e accessibile sul mercato.
Il Dottore ha una missione medica, etica e deontologica precisa, che regola da sempre la sua attività clinica e di costante ricerca sull'Implantologia: aiutare tutti i pazienti che soffrono di mancanze dentali più o meno estese ad ottenere una soluzione duratura nel tempo, che concili funzionalità ed estetica, ad un costo d'accesso accessibile e facilitato.
i partner dello studio, per curare il maggior numero possibile di pazienti bisognosi di riabilitazioni dentali
Lo Studio Dentistico del dott. Longo è convenzionato con molte assicurazioni e fondi mutualistici, per servire la più ampia platea di pazienti bisognosi di cure odontoiatriche e riabilitazioni dentali.
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